Trasparenza retributiva e ESG: la nuova sfida per la governance d’impresa

Un approfondimento sul convegno dedicato alla Direttiva UE 2023/970 e sul ruolo della trasparenza retributiva come leva strategica tra compliance, sostenibilità e competitività aziendale.

ESG - SOSTENIBILITA'

Gian Marco Vitali

4/9/20263 min read

Trasparenza retributiva e governance aziendale: impatti della Direttiva UE 2023/970

Un nuovo paradigma tra compliance normativa, sostenibilità ESG e strategia d’impresa

Introduzione

Nella giornata di ieri, 8 aprile 2026, è andato in scena il convegno “Politiche di genere ed inclusive in chiave ESG: chiarimenti degli aspetti tecnici ed operativi alla luce dell’entrata in vigore della Direttiva 2023/970 della trasparenza salariale”, organizzato dalla “Commissione Governance e sviluppo sostenibile” dell’ODCEC di Velletri, di cui sono membro, nella prestigiosa sede delle Scuderie Aldobrandini di Frascati.

Tra i reperti archeologici di Tuscolo di età romana, il contesto ha offerto una cornice di particolare valore simbolico per affrontare temi di grande attualità e impatto sistemico, quali la governance delle imprese, la sostenibilità sociale e le implicazioni operative della trasparenza retributiva.

In un momento storico in cui le imprese sono chiamate a integrare sempre più i criteri ESG nei propri modelli organizzativi, il tema della parità retributiva si impone come uno degli snodi più rilevanti tra compliance normativa e strategia aziendale.

Interpretare il cambiamento normativo

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra professionisti, istituzioni e operatori economici, con l’obiettivo di analizzare in chiave tecnica e operativa le novità introdotte dalla Direttiva (UE) 2023/970 .

Il convegno ha visto il contributo di relatori qualificati, che hanno approfondito il tema sotto molteplici prospettive: dalla dimensione normativa alla sua applicazione concreta nei contesti aziendali, fino agli impatti in termini di governance e gestione delle risorse umane.

Il gender pay gap tra criticità strutturali e impatti economici

Dall’analisi dei dati emersi nel corso dei lavori, appare evidente come il gender pay gap rappresenti ancora una criticità strutturale del mercato del lavoro italiano. Il divario retributivo si inserisce in un quadro più ampio caratterizzato da una partecipazione femminile discontinua, una maggiore diffusione di contratti part-time involontari e un significativo squilibrio nella distribuzione del lavoro di cura.

Questi elementi incidono non solo sulle dinamiche salariali, ma anche sulle prospettive di carriera e sulla sicurezza economica nel lungo periodo, determinando effetti rilevanti anche sul piano previdenziale .

La riduzione del divario di genere si configura pertanto non soltanto come un obiettivo di equità, ma come una leva strategica per la crescita economica e per il rafforzamento della competitività del sistema Paese.

La Direttiva 2023/970: dalla compliance alla strategia

La Direttiva introduce un impianto normativo che impone alle imprese un approccio strutturato alla trasparenza retributiva, fondato su criteri oggettivi, misurabili e privi di bias di genere. Tra gli elementi qualificanti emergono gli obblighi di trasparenza informativa, la necessità di adottare sistemi di valutazione dei ruoli coerenti e l’introduzione di meccanismi correttivi in presenza di scostamenti ingiustificati .

Il vero elemento di discontinuità risiede tuttavia nella natura trasversale di tali obblighi, che impattano direttamente sui sistemi di governance e sulle politiche di gestione delle risorse umane. La compliance, in questo contesto, non può più essere considerata un adempimento isolato, ma diventa parte integrante della strategia aziendale.

Trasparenza retributiva e creazione di valore

Un aspetto particolarmente rilevante emerso durante il convegno riguarda il valore strategico della trasparenza retributiva. Le evidenze empiriche mostrano come le imprese che adottano politiche salariali trasparenti beneficino di un rafforzamento della fiducia interna, di un miglioramento della reputazione e di una maggiore capacità di attrarre e trattenere talenti.

La trasparenza si configura quindi come un fattore competitivo, in grado di incidere sul posizionamento dell’impresa e sulla percezione da parte degli stakeholder, inclusi clienti e investitori. In un contesto in cui le scelte di mercato sono sempre più orientate a premiare comportamenti etici e sostenibili, la dimensione ESG assume una rilevanza concreta e misurabile .

Strumenti operativi e implicazioni per le imprese

L’approccio operativo illustrato nel corso dell’incontro ha evidenziato come l’adeguamento alla Direttiva richieda un percorso strutturato, fondato su strumenti tecnici idonei a garantire l’oggettività e la tracciabilità delle decisioni retributive.

In particolare, l’adozione di modelli di job evaluation gender-neutral, l’utilizzo di tool di analisi sviluppati a livello europeo e la definizione di policy interne rappresentano elementi essenziali per assicurare la conformità normativa e, al contempo, per rafforzare la coerenza dei sistemi di governance.

Conclusioni

L’evento si inserisce nel più ampio impegno della Commissione “Corporate Governance e sviluppo sostenibile” dell’ODCEC di Velletri, che opera con l’obiettivo di supportare professionisti e imprese nell’interpretazione delle evoluzioni normative e nella loro traduzione in modelli applicativi concreti.

In un contesto in cui il ruolo del commercialista evolve verso una funzione sempre più consulenziale e strategica, la capacità di presidiare i temi ESG rappresenta un elemento distintivo e un fattore abilitante per accompagnare le imprese nei processi di trasformazione.

La partecipazione all’organizzazione dell’iniziativa riflette un approccio professionale orientato a integrare competenze tecniche e visione strategica, con l’obiettivo di offrire alle imprese strumenti concreti per affrontare le sfide poste dal nuovo quadro normativo.

L’attenzione non è rivolta esclusivamente alla lettura della norma, ma alla sua applicazione in chiave operativa, in un’ottica di creazione di valore e di rafforzamento della competitività aziendale.

La trasparenza retributiva si conferma come uno degli ambiti più rilevanti nel processo di integrazione tra governance, sostenibilità e compliance. Le imprese sono chiamate a interpretare questo cambiamento in modo proattivo, trasformando un obbligo normativo in un’opportunità di sviluppo strategico.